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Exploratores
Attualità-Cultura

8 giugno 2008
letteratura
Simon Beckett, "Scritto nelle ossa"
  


'Anche i morti raccontano storie'

Una miscela perfetta tra macabro e trhiller in 425 pagine per raccontare una storia cupa, fatta di indagini, di intrighi e di sensazioni paranormali che colpiscono il lettore sin dalle prime righe; per certi versi è un libro forte, oscuro...un libro che sa rendere succube chi lo sta sfogliando di una storia che viaggia tra il surreale e l'horror. Una nuova indagine, per il detective David Hunter, che non ha fondamenta nella razionalità: un cadavere, carbonizzato del quale rimangono intatti mani e piedi. Un enigma da risolvere in un contesto inquietante, di personalità multiple che vivono in un vortice di ricatti a sfondo sessuale, di violenza e di vendette.

Beckett ci mette davanti alla razionalità della scienza forense, ma anche all'occulto, alle superstizioni e all'inquietudine, rivelandoci un finale a dir poco sorprendente.


Edizioni Bompiani, € 18,00

Milena Bovolenta




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31 maggio 2008
CULTURA
Matteo Bbianchi, "Fermati tanto così"
  

Se non avete mai sentito parlare di Matteo Bbianchi o se non ne avete mai sentito parlare come scrittore, beh...questo è il libro più adatto per iniziare a scoprirlo. Un libro da leggere tutto d'un fiato, ricco di esperienze, di emozioni e di vita.

Fermati tanto così” è la dimostrazione di come questa vita ci chieda di mettersi in gioco, e lo racconta l'autore attraverso una serie di esperienze vissute in prima persona, che lo mettono di fronte ad ogni aspetto della realtà quotidiana, alle difficoltà che può incontrare un obiettore di coscienza alle prese con imprese più grandi delle sue capacità.

È un libro che racconta un mondo particolare, a volte misterioso...a volte triste e disperato...racconta la psicosi infantile e le difficoltà che tantissime persone devono affrontare ogni giorno per cercare di penetrare in questo mondo particolare.

Un racconto forte, saturo di caratteri decisi, di decisioni, di scontri tra mentalità e stili di vita diversi.

Edizioni Baldini Castoldi Dalai, €7,90

Note: “Non si può mica fare il bagno con queste troie di onde” è il titolo della prima stampa di “Fermati tanto così”, uscita parecchi anni fa per la collana “Millelire di stampa alternativa. Il libricino, esauritosi in un mese non è mai stato ripubblicato. Solo in seguito, dato il successo ottenuto con la prima stampa e date le numerose richieste da parte dei lettori e l'interesse suscitato dalla storia, si è deciso di ristamparlo in una versione “completa”: l'autore ha deciso di integrare il racconto con episodi che, per ragioni di spazio, non aveva potuto inserire nella prima stampa, rendendo così il racconto ancora più ricco.

Milena Bovolenta




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24 maggio 2008
CULTURA
Ursula Le Guin: "La falce dei cieli"
Uno dei misteri che da sempre l'uomo tenta di svelare è quello del sogno, quella parte del nostro inconscio che riaffiora durante un particolare stato fisico.

Ursula Le Guin affronta questo tema facendolo ruotare attorno alle vicende del protagonista del suo libro, Giorge Orr, un uomo apparentemente come tutti gli altri, ma in realtà possessore di un oscuro potere, quello di cambiare la realtà con i suoi sogni. La sua paura e l'angoscia per essere capace di dominare i sogni, condizionano la sua vita al punto tale da spingerlo a tentare il suicidio...e a convincersi a farsi affidare in “terapia volontaria” presso lo studio di un affermato psichiatra, il dottor Haber, il quale si renderà presto conto delle straordinarie e inconsuete capacità del suo paziente e riuscirà col tempo a convincerlo che l'unica terapia in grado di guarirlo è proprio quella di sfruttare i suoi sogni, anziché sfuggirli.

Ma l'uomo nel suo desiderio di sapere, di arrivare, di dominare, spesso abbandona il raziocinio...ed è proprio quello che col tempo succede anche al dottor Haber che, consapevole di un possibile cambiamento della quotidianità grazie ai sogni del suo paziente, tenta di plasmarli, in un vorticoso delirio di onnipotenza e superiorità che rischia di condurre alla rovina globale.

Una storia che abbraccia diversi aspetti della civiltà re e post contemporanea, arrivando persino a toccare la fantascienza in alcuni aspetti, che è perciò, parte integrante di questo racconto.


Milena Bovolenta


Edizioni Cosmo, 228 pg, €8,00




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17 maggio 2008
CULTURA
Gianrico Carofiglio, "Il passato è una terra straniera"
  

Se avete bisogno di una scarica di energia, di suspance...di adrenalina. Se vi serve un modo per immergervi in un mondo nuovo, fatto di liti, di azzardo e di coraggio. Ecco. Questo è il libro che fa per voi.

Exploratores questa settimana vi consiglia “Il passato è una terra straniera”; una serie di stupri e le vite di due ragazzi: Giorgio (uno studente modello con una vita normale) e Francesco (bello e seducente che esercita un fascino particolare su chi gli sta attorno) che per uno stano destino si incontrano, si intrecciano e sanno dare emozioni forti, intense... che passano attraverso i tavoli da gioco truccati fino a viaggi immaginari, che sfiorano l'emozione della vincita e che assaporano il gusto dell'erotismo, del sesso... in luoghi di una Bari che sembra cambiare ogni giorno sempre più. Una bari dalla società corrotta, una Bari che è protagonista di una serie di violenze sessuali che segnano in maniera indelebile le vite di giovani ragazze senza colpa.

Due storie intrecciate: quella dell'amicizia tra due ragazzi e della violenza carnale.

Questo libro vi prenderà, ve lo assicuro.

Vi costringerà a tenere gli occhi sulle pagine e a sfogliarle, una dopo l'altra. Rapidamente. Vi catturerà e vi farà capire come il tempo guarisca le ferite, come il tempo segni e cambi le persone. Che il tempo lascia accadere le cose. Sempre.

Un libro con un finale sorprendente, tutto da scoprire, capitolo dopo capitolo.


Edizioni Rizzoli €15,00


M.B.




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10 maggio 2008
CULTURA
"Noi la farem vendetta"
  

Il libro che Exploratores vi consiglia questa settimana è un libro che ricorda. È un libro che narra dell'Italia e dell'Emilia, narra del popolo e della vita. È un libro che educa a non commettere, sempre, ogni volta, gli stessi errori. In 191 pagine Nori sa presentare l'Italia degli anni '60, l'Italia dello scontro politico...l'Italia che cambia. Sa porci davanti agli occhi la cruente vicenda di Piazza dei Teatri (o Piazza Cavour), a Reggio Emilia, come una vera e propria testimonianza di come il nostro paese in quegli anni sia stato luogo di scontri tra forze politiche divergenti. L'autore sa inserire la propria opinione tra le righe con una semplicità e una schiettezza incredibile, che sa colpire il lettore sin dal primo capitolo; una semplicità così povera che costringe a fermarsi, a tenere il segno. E a riflettere. A pensare quante volte, da quel giorno, l'Italia ha dovuto essere madre di morte, di sangue, di odio, di vergogna...e di menzogna. Ma soprattutto, quante volte sono stati commessi gli stessi errori. Senza ragione. Pagine che descrivono la violenza dello stato, ma che sanno anche ricordare e commemorare chi ha lasciato la propria vita in quella piazza, il 7 Luglio del 1960. Pagine che aiutano ad imparare ad oltrepassare l'odio della gente, la sua superbia e spesso anche la sua ignoranza.


Edizioni Feltrinelli (collana I Narratori), € 15,00


M.B.





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27 aprile 2008
CULTURA
Il conte di Montecristo vs L'amore ai tempi del colera

Un simpatico gioco: confrontiamo i due capolavori e valutiamoli punto per punto
Trama: "Il conte di Montecristo" 10 (il giovane marinaio con un bel futuro davanti, sposo della ragazza che ama, viene imprigionato senza motivo. Scappa dopo anni ed anni e, diventato ricchissimo, organizza un'elaborata, spietata vendetta. Una trama impagabile); "L'amore ai tempi del colera" 7 (Florentino Ariza ama una donna per tutta la vita, pur possedendola solo alla fine).

Emozioni fatte vivere al lettore: "Il conte di Montecristo" 10 (certe pagine ti fanno battere forte il cuore, specialmente quando Dantes di rivela ai suoi nemici); "L'amore ai tempi del colera" 8 (all'inizio si partecipa con tutto l'animo all'innamoramento del giovane Florentino ed alla disperazione che lo prende quando Fermina Daza, la sua amata, lo rifiuta, ma a lungo andare si assiste più che altro divertiti alle sue mille peripezie amorose).

Caratterizzazione dei personaggi: "Il conte di Montecristo" 9 (Edmond Dantès è un personaggio immortale, come pure l'abate che incontra in cella, gli altri sono pure caratterizzati meravigliosamente); "L'amore ai tempi del colera" 10 (leggere questo libro significa catapultarsi in un mondo pulsante, pieno di personaggi travolti da passioni e vizi straordinariamente umani, reali. Significa immergersi in un mondo fatto di personaggi che hanno ognuno una loro peculiarità: la donna che ha bisogno di avere un ciuccio in bocca quando fa l'amore, la pazza, la negra che ha sempre cercato l'uomo che l'ha stuprata, non per vendicarsi, ma per farsi stuprare di nuovo... Dalle penna di Marquez esce fuori tutta un'umanità variopinta).

Abilità narrativa: Dumas 10 (le descrizioni dei paesaggi, degli edifici, di tutto quello che immagina, sono fantastiche); Marquez 10 (senza la sua abilità, questa storia non avrebbe mai avuto il successo che ha).

Finale: "Il conte di Montecristo" 9 (la vendetta non si chiude del tutto, ma così assurge il lato umano di Dantes, che il carcere sembrava aver cancellato, e che invece torna prepotentemente grazie soprattutto a Mercedes ed a suo figlio); "L'amore ai tempi del colera" 10 (i due vecchietti, innamorati e felici, rimangono sul battello per sempre, andando avanti e dietro per il fiume. Meraviglioso!).

Il messaggio: "Il conte di Montecristo" e "L'amore ai tempi del colera" 10 (il messaggio è molto simile, e sintetizzabile con le parole che Dumas stesso usa per chiudere il romanzo: "Attendere e sperare". A voler cercare una differenza, si può dire che Dantes fa di tutto per avere la sua vendetta, non rassegnandosi mai al suo destino. Solo una volta lo fa, ma la conoscenza dell'abate lo rianimerà nuovamente; Florentino Ariza, invece, quando Fermina si sposa col dottor Juvenal Urbino, si limita ad aspettare la morte di quest'ultimo.    




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22 aprile 2008
CULTURA
Non basta una buona idea per fare un bel libro
Giuseppe Genna, "Hitler"

L'idea che Genna sostiene (Hitler un mostro crudele, un non-uomo) è assolutamente giusta e condivisa, ma purtroppo questo non basta per scrivere un bel libro. "Hitler", infatti, è scritto, fin dalla prima pagina, con toni sempre troppo alti, quasi elegiaci, impedendo una lettura scorrevole ed annoiando il lettore con frasi "ad effetto" che possono andar bene una volta ogni tanto, non con la frequenza con cui le usa Genna. Si poteva rendere bene la pazzia del dittatore anche e soprattutto senza ricorrere a questo espediente. Vi consigliamo la lettura di un bel libro di storia, piuttosto di questo romanzo a nostro avviso mal riuscito.



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17 aprile 2008
letteratura
Ecco due bei libri!
  

Alberto Moravia, “La Noia”

Un capolavoro di introspezione psicologica, un dramma esistenzialista, una lacerante storia d'amore: tutto ciò è “La Noia”, il capolavoro di Moravia. Il protagonista è Dino, pittore 35enne proveniente da famigli agiata, che però, rinnegando i soldi della madre (il padre è morto), vive in modeste condizioni economiche in uno studio a via Margutta, a Roma. Dino è ossessionato dalla “noia”, non intesa, però, come “non divertimento”, ma come disconoscimento della realtà circostante e quindi come mancanza totale di rapporti con essa. Un giorno Dino incontra Cecilia, un'adolescente con cui intreccia una rapporto esclusivamente sessuale; la “noia” sembra non voler interferire con la relazione, ma, dopo circa due mesi, eccola lì, pronta a suggerire a Dino l'abbandono di Cecilia. Tuttavia, proprio il giorno in cui avrebbe voluto lasciarla, ecco che il pittore si ritrova ad aspettare vanamente l'arrivo della ragazza. Da quel momento, Cecilia diventa sfuggevole e misteriosa, e Dino, non possedendola più, paradossalmente non riuscirà a farne a meno, ed arriverà a distruggersi, sia psicologicamente che fisicamente, per lei. Da leggere.


Gianni Rocca, “Cadorna”

Gianni Rocca firma un'eccellente e ben documentata biografia di Cadorna, il Generalissimo che comandò le truppe italiane dal 24 Maggio 1915 fino alla rotta di Caporetto, in quel gigantesco carnaio che fu la Prima Guerra Mondiale. Un libro interessante e completo, che ci fa scoprire il Cadorna uomo e nello stesso tempo ci porta nelle trincee italiane a farci sentire le violente emozioni (odio, paura, coraggio) che pervadevano i contadini divenuti improvvisamente soldati; e che ci lascia a bocca aperta descrivendoci dettagliatamente i rapporti tra Cadorna ed il governo di Roma, rapporti fatti di dispetti e di odii, di “tradimenti” e di ripicche, una vera e propria guerra intestina sviluppatasi mentre al fronte il Generalissimo mandava a morire a migliaia i suoi fanti.
Cadorna




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