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Attualità-Cultura

6 giugno 2008
CULTURA
6 Giugno 1944: grazie ragazzi!
 
Sono passati solo sessantaquattro anni. Com'è cambiato il mondo! Mentre io ora sono seduto davanti ad un computer, e non ho mai indossato la divisa militare, e forse mai la indosserò, sessantaquattro anni fa 200.000 uomini e ragazzi come me invadevano la Normandia per liberare l'Europa dal nazifascismo. Erano americani, canadesi, inglesi. A bordo della più grande flotta che avesse mai solcato i mari (oltre 5.000 navi), arrivarono davanti le coste della Francia, per poi, come si vede da questa foto, saltare giù dai mezzi da sbarco e correre nell'acqua verso le spiagge, sotto l'incessante fuoco nemico.
Guardiamo questa foto, osserviamola bene! Una foto come questa ci dice molto più che un intero libro di storia.
Cominciamo dalla spiaggia: il fumo si mescola alle nuvole, dunque la battaglia già infuria. Al mutismo della fotografia, dobbiamo aggiungere gli assordanti boati delle esplosioni, le raffiche di mitragliatrice. Sulla sabbia, si intuiscono soldati morti, distesi, e paletti di legno che immaginiamo fare da sostegno a del filo spinato.
Verso quella spiaggia, si muovono questi trentadue soldati (tanti ne ho contati, spero di non essermi sbagliato). Sappiamo già che molti di loro cadranno di lì a poco. Rimarranno stesi al suolo o galleggeranno nelle acque che diventeranno rosse. I corpi martoriati dai proiettili nemici.
La cosa più terribile è che lo sanno anche loro. Camminano svelti nell'acqua, tenendo le armi in alto per non farle bagnare, il soldato al centro dell'inquadratura si poggia addirittura il fucile in spalla.
Cosa provano questi soldati? Noi cos'avremmo provato? Paura, tanta paura, che a volte si trasformava in coraggio, altre portava alla paralisi delle gambe, incapaci di continuare a muoversi.
Ma guardate l'immagine: vi sembra ci sia qualcuno che vorrebbe tornare indietro? No! Tutti lo vorrebbero fare, ovviamente, ma nessuno lo dà a vedere. Camminano tutti in avanti, sapendo che la raffica di mitra che sentono risuonare in quel momento potrebbe essere destinata a loro, o al loro amico fraterno.
Vanno avanti. Vengono a liberarci.
Grazie ragazzi!



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2 giugno 2008
POLITICA
2 Giugno 1946: l'Italia sceglie la REPUBBLICA!



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20 maggio 2008
CULTURA
21 Maggio 1956: gli USA testano per la prima volta una bomba H aviotrasportabile
Era il 21 Maggio 1956, e gli Stati Uniti sganciavano, presso l'atollo Bikini, la prima bomba ad idrogeno aviotrasportabile. Per fortuna era solo un test, e la popolazione dell'atollo era già stata allontanata (che diritto avevano gli americani di spostare queste persone e distruggergli l'isola con le bombe H qualcuno ce lo deve ancora spiegare...).

Questo è il risultato dell'esplosione di una bomba a idrogeno. Ed è il motivo per cui non ci sarà più una guerra mondiale, oppure è il motivo per cui, se la guerra ci sarà, il mondo ne uscirà distrutto.
D'altronde, qualcuno ha detto: << Se ci sarà la terza guerra mondiale, la quarta la combatteremo con la clava >>



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11 maggio 2008
CULTURA
48 anni fa il rapimento di Eichmann
 Adolf Eichmann fu un ufficiale delle SS. Per far carriera, studiò il sionismo e l'ebraismo, arrivando perfino a compiere un viaggio in israele. Da esperto di ebraismo, ottenne un ruolo importante nella deportazione degli ebrei. Ruolo che presto divenne uno dei più importanti: Adolf Eichmann era l'uomo (il mostro) che organizzava e dirigeva i convogli ferroviari che portavano gli ebrei nei campi di concentramento.
Riuscì ad uscire vivo dalla guerra e persino a scampare alla cattura. Nel 1950, sotto falso nome, salpò dall'Italia per l'Argentina, dove si stabilì. Tuttavia, a Buenos Aires il figlio di Eichmann conobbe una ragazza tedesca con cui si fece sfuggire qualche parola di troppo; la ragazza, molto sveglia, avvertì il padre (ebreo) che forse il ragazzo che conosceva era il figlio di un criminale nazista. Il padre, a sua volta, avvertì il procuratore tedesco Fritz Bauer. E così la notizia giunse al Mossad, il famigerato servizio segreto israeliano. Gli agenti del Mossad tennero Eichmann sotto stretta sorveglianza per quasi tre anni, poi, l'11 Maggio 1960, gli si avvicinarono e lo rapirono. Per risolvere il problema dell'estradizione (non prevista dalle leggi argentine), ed anche per far presto, Eichmann fu poi caricato, avvolto in un tappeto, in un aereo israeliano, e portato in Israele, dove fu processato (ma poiché in Israele non si trovava nessun avvocato disposto a difenderlo, dovette arrivare un avvocato tedesco) e condannato a morte.
 
Fu impiccato nel carcere di Ramla il Primo Giugno 1962. Come stabilito dai giudici, il suo corpo venne cremato e le ceneri disperse da una motovedetta della marina israeliana oltre il limite delle acque territoriali.



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8 maggio 2008
CULTURA
Una nube ardente uccide 30.000 persone

8 Maggio 1902, Martinica (Antille). il vulcano Pelée erutta. E' una delle eruzioni più drammatiche del XX secolo: dal vulcano fuoriesce una nube ardente che, espandendosi lateralmente, raggiunge in pochi minuti la città di St.Pierre e causa la morte dell'INTERA popolazione, a parte un carcerato, che si salva perché si trova in una cella sotterranea.
La nube assassina conteneva prevalentemente biossido di carbonio, polveri e cenere, aveva una temperatura di circa 800 gradi centigradi e si muoveva alla velocità di 160 km/h.
Questa immane tragedia poteva però essere evitata: l'eruzione fu infatti anticipata, per giorni e giorni, da emissioni di cenere e piccoli terremoti. Ma le autorità dell'isola, sciaguratamente, sottovalutarono il problema.




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6 maggio 2008
POLITICA
Il primo giorno senza Nicola
Come avete notato, ed in certi casi apprezzato, quotidianamente pubblichiamo un articolo su un evento importante accaduto proprio nel giorno in cui scriviamo, ma nel passato. Oggi, però, 6 Maggio, l'evento del giorno è quello del giorno di oggi, del 6 Maggio 2008: oggi, per la prima volta i genitori di Nicola Tomassoli si sono svegliati con un figlio morto, e la sua fidanzata ha aperto per la prima volta gli occhi in un mondo in cui non risuonerà più la voce dell'uomo che ama. E di fronte a quest, qualsiasi altro evento del passato o del presente perde d'importanza.



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5 maggio 2008
CULTURA
Le jour de Napoleòn


 

Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita       
la terra al nunzio sta,

muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie' mortale       
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.

Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,       
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:

vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,       
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.

Dall'Alpi alle Piramidi,       
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar.       

Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito       
più vasta orma stampar.

La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno;       
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;

tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,       
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.

Ei si nomò: due secoli,
l'un contro l'altro armato,       
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe' silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.

E sparve, e i dì nell'ozio       
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor.       

Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere       
prode remote invan;

tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,       
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!

Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,       
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!

E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,       
e il lampo de' manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.

Ahi! forse a tanto strazio       
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;       

e l'avviò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre       
la gloria che passò.

Bella Immortal! benefica
Fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza       
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.

Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,       
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.       





permalink | inviato da redazioneexploratores il 5/5/2008 alle 0:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
4 maggio 2008
POLITICA
Emanuele Basile: un eroe dimenticato
  

4 Maggio 1980, Monreale: l'ufficiale dell'Arma dei Carabinieri Emanuele Basile, nato trentun anni prima a Taranto, direttore di alcune indagini contro la Mafia e collaboratore di Paolo Borsellino, assiste insieme alla moglie ed alla figlioletta di due anni ad uno spettacolo pirotecnico. Mentre ritorna a casa, un killer della Mafia gli spara alle spalle e scappa.
Basile muore in sala operatoria, qualche ora più tardi.
Il killer, arrestato subito dopo l'omicidio, viene poi assolto. VERGOGNA!
All'ufficiale dei Carabinieri è stata assegnata la medaglia d'oro al valor civile alla memoria.



 

Ma come diceva De Andrè, la moglie “di un eroe morto, che ne farà?”





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3 maggio 2008
CULTURA
3 Maggio 1808: rivolta a Madrid!

 

Il 3 Maggio 1808, Madrid si ribella all'occupazione francese. Le truppe di Napoleone Bonaparte reagiscono però con estrema durezza, compiendo veri e propri massacri.

Questo evento è stato reso famoso da Francisco Goya, il quale con il quadro “Il 3 Maggio 1808” ha mostrato al mondo cosa fecero i soldati di Bonaparte. Il quadro mostra infatti un plotone di esecuzione pronto a sparare dei partigiani, mentre altri spagnoli sono già per terra, in un mare di sangue.

Grande impressione suscitano i volti di quelli che stanno per essere fucilati. Con grande realismo, Goya dipinge sulle loro facce la paura, la rabbia, il terrore, mentre i volti dei soldati sono nascosti dall'oscurità, come a sottolineare la loro mancanza di umanità.




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2 maggio 2008
CULTURA
Falklands: sottomarino nucleare inglese affonda incrociatore argentino

2 Maggio 1982, ore 15:57: il sottomarino nucleare britannico "HMS Conqueror" lancia due siluri contro l'incrociatore argentino "General Belgrano", che si trova a più di 370 km a sud delle isole Falklands, teatro in quei giorni di una tragica quanto stupida guerra.
Il bilancio è terribile: 322, o forse 323, marinai argentini perdono la vita, mentre gli altri abbandonano la nave che affonda velocemente, e rimangono in balìa del mare, chiusi nei loro battelli, anche per tre giorni, prima di essere recuperati.
A dare l'ordine di affondare la nave fu la stessa Tatcher, allora Primo Ministro britannico, che si giustificò dicendo di aver pensato alla salvezza dei ragazzi della Marina di Sua Maestà, ma in realtà il Belgrano si trovava a notevole distanza dalla zona delle operazioni, e per di più si stava allontanando.
A questo proposito, c'è da registrare la frase del vice-ammiraglio Sandy Woodward, all'epoca comandante della task force della Royal Navy:
<< La velocità e la direzione di una nave nemica sono irrilevanti, entrambe possono cambiare rapidamente. Quello che conta è la sua posizione, le sue capacità e quello che io ritengo siano le sue intenzioni >>
E' un'affermazione giusta. Ma certamente discutere se il Belgrano potesse costituire un pericolo o meno per gli inglesi, non servirà a riportare in vita quei 322 ragazzi argentini che persero la vita nelle gelide acque dell'Antartide.




permalink | inviato da redazioneexploratores il 2/5/2008 alle 0:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
30 aprile 2008
SPORT
La Seles accoltellata!
  

Monica Seles, nata a Novi Sad, ma di nazionalità statunitense, è stata una delle migliori tenniste del mondo. Nel 1993 era la numero uno al mondo secondo il ranking ufficiale della WTA, davanti alla tedesca Stefi Grass.

Il 30 Aprile di quell'anno era impegnata in un quarto di finale nel torneo di Amburgo. Durante il match, uno squilibrato, tifoso della Grass, scese dagli spalti e la accoltellò alla schiena, all'altezza della spalla sinistra. Monica non morì, ma rimase fortemente traumatizzata, tanto che si ritirò per due anni dalle gare ufficiali.

Nella storia dello sport si registra un altro caso clamoroso di accoltellamento di un atleta, anche se con modalità diverse: quello dell'ex nuotatore russo Popov.

Popov fu accoltellato a Mosca, durante una rissa tra ambulanti. Il coltello, in quel caso, recise un'arteria e colpì di striscio un rene, ma Popov, operato d'urgenza, l'anno seguente riuscì lo stesso a difendere il suo titolo europeo nei 50 e nei 100 m stile libero.




permalink | inviato da redazioneexploratores il 30/4/2008 alle 0:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
29 aprile 2008
CULTURA
29 Aprile 1945: liberazione e massacro di Dachau
  

Il 29 Aprile 1945, la 45° divisione di fanteria statunitense scoprì presso Dachau, nel sud della Germania, uno dei peggiori campi di concentramento messi in piedi dal regime nazista (nonché il primo lager mai costruito dai tedeschi).

In quel campo erano morti più di 30.000 tra uomini, donne e bambini.

Ed era lì che i nazisti avevano svolto gli esperimenti sul congelamento umano: prigionieri scelti a caso erano immersi in una vasca di acqua e ghiaccio, per testare dopo quanto tempo arrivava l'assideramento. In seguito, prigioniere anch'esse scelte a caso, ma con una predilezione per le prostitute, erano costrette a giacere nude attaccate all'uomo congelato, per verificare in quanti casi questa tecnica poteva salvare dall'assideramento.

Quando arrivarono gli americani, nel campo erano presenti ancora più di 32.000 prigionieri, tutti in condizioni pietose. Ridotti a pelle ed ossa, pallidi, malati. Fantasmi umani.

I soldati americani, di fronte a quello spettacolo infernale, persero la testa e si resero protagonisti del cosiddetto massacro di Dachau: dopo aver catturato tutte le guardie del campo aprirono il fuoco su di loro, uccidendole o ferendole.
I forni crematori di Dachau




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