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Attualità-Cultura

12 maggio 2008
CULTURA
Il Don Giovanni di Mozart: filosofia, musica ed arte in una sola opera
 

Le celebrazioni per il duecentocinquantesimo anniversario della nascita di Mozart si sono svolte un po in tutta Europa, con festival e celebrazioni musicali in teatri, chiese e auditorium. Anche Potenza si prepara a rendere omaggio al più grande musicista di ogni epoca preparando per la nuova stagione teatrale l’allestimento del Don Giovanni, forse l’opera più grande e che meglio sintetizza lo spirito mozartiano. L’opera verrà quasi certamente rappresentata nello Stabile di Potenza.

Il Don Giovanni rappresenta la perfetta sintesi tra equilibrio classico e tensione romantica, le due grandi forme di sensibilità artistiche presenti in Mozart. Opera della maturità, il Don Giovanni rappresenta l’apertura di Mozart verso forme più romantiche, verso la passione e gli stati d’animo più accesi. Nel Don Giovanni c’è questa coesistenza di passione ed equilibrio, di un romanticismo che non degenera mai in forme decadenti, ma resta sempre in uno schema classico, quasi come se drammi e passioni fossero sussurrati con la voce angelica e seducente di una ninfa. Il Don Giovanni è un’opera autobiografica e nel suo protagonista Mozart celebra se stesso, la sua musica, il suo essere più autentico.

Le oltre due ore di spettacolo presentano le avventure amorose del cavaliere, tra i drammi delle donne sedotte ed abbandonate, il buffo egocentrismo di Don Giovanni, e l’alternarsi di personaggi tra il buffo ed il tragico, come Leporello, il servo del cavaliere, sempre coinvolto suo malgrado nelle disavventure del suo padrone. L’opera è una continua alternanza tra questi due momenti, il tragico e il buffo, e l’epilogo, nel quale Don Giovanni viene spedito all’inferno non rappresenta di certo la sconfitta del cavaliere che esce come assoluto vincitore e protagonista dall’opera nella quale Mozart lo erge quasi ad eroe romantico. Don Giovanni è innalzato, quasi santificato nell’opera, al di sopra di qualsiasi morale, e l’opera è una continua esplosione di amore verso la vita attraverso l’esaltazione della figura del cavaliere. Anche i momenti più tragici dell’opera sono un’esplosione di amore verso la vita e l’opera intera rappresenta l’atto di amore più grande e maturo verso la vita da parte di Mozart, fin anche nei momenti più dolorosi, con la pienezza di una maturità artistica ed umana ormai raggiunta.

Un capolavoro che nel corso dei secoli ha fatto innamorare poeti e letterati, fin anche filosofi. Soeren Kierkgaard, celebre filosofo danese dell’Ottocento, provava sgomento ed incanto verso il capolavoro Mozartiano, a tal punto da esserne quasi ossessionato e da scrivere un vero e proprio trattato filosofico su di essa, nel quale identificava il Don Giovanni con l’esteta che vive la vita nell’attimo, ed in cui le singole conquiste femminili rappresentano momenti di una ricerca infinita, romantica. Un’opera immortale e folle nella sua grandezza, un dono d’amore verso il genere umano, che rendono Mozart eterno e irraggiungibile.

Giovanni Russelli




permalink | inviato da redazioneexploratores il 12/5/2008 alle 20:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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