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Attualità-Cultura

7 giugno 2008
arte
La basilica di san Francesco ad Assisi: tra affreschi ed elementi gotici
La basilica di San Francesco ad Assisi è costruita su tre livelli: la cripta del santo, la basilica inferiore e quella superiore.

E' stata edificata per volere di S Francesco su un colle , anticamente chiamato colle inferi,dove si decapitavano i malfattori e poi ribattezzato colle paradisi.

La basilica inferiore è lo spazio dei francescani, è un edificio a croce commissa con il transetto addossato all'abside quadrato e misurabile.Ha una sola navata chiamata aula. I pilastri e gli elementi portanti sono massicci e ribassati quasi a voler ancora più marcare l'intimità del luogo. Potrebbe sembrare una chiesa romanica ma non lo è per due essenziali motivi: la presenza di archi e crociere ogivali, o a sesto acuto, e la presenza di pareti affrescate. Si tratta perciò di una basilica gotica. Il colore sulle pareti, assente nelle chiese romaniche, serve a rendere meglio l'idea di una condizione festosa in cui i fedeli devono recarsi in chiesa e di una volontà di dar fede ai colori della natura che dio stesso ci ha dato. Infine la luce è diffusa, la luce rappresenta Dio che per la concezione cristiana è in ogni dove in chiesa e fuori di essa.

 

La basilica superiore è accessibile ai fedeli, qui si tiene il rito evangelico. E' una basilica ancor più marcatamente gotica, è più snella e verticalizzata della basilica inferiore ma ha anch'essa un'unica navata: aula. Le grandi crociere rendono ancora di più la verticalizzazione e la luce diffusa permette di osservare al meglio gli affreschi realizzati da Giotto, con personaggi del vangelo a misura naturale per meglio trasmettere il messaggio di fede ai fedeli.



 

Il pensiero di Francesco è ben delineato nelle fattezze della chiesa e anche tra i personaggi degli affreschi.
Rossella Marino




permalink | inviato da redazioneexploratores il 7/6/2008 alle 20:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
30 maggio 2008
arte
Il crocifisso, ieri oggi e domani

Nella pittura romanica nasce la tipologia del crocifisso. Il crocifisso è un simbolo cristiano, forse il più celebrativo, che riassume l’evento più importante per la religione cristiana: la rinascita vicino al padre del Cristo e la perdita della sua condizione mortale. All’inizio, quindi nel periodo romanico, era in legno, e venivano raffigurati il Cristo e ai suoi lati altri elementi accessori ( la Madonna, la Maddalena, Giovanni) , fino ad arrivare ad oggi dove persino il cristo non è più rappresentato e il crocifisso è diventato un ideogramma di legno. Nel periodo romanico viene elaborato in due particolari forme in cui Il cristo è colto in due momenti: l’attimo prima di morire e l’attimo dopo , si rappresenta il figlio di dio quando soffre e quando risorge. Nel primo caso la tipologia di crocifisso è chiamata dolents , Gesù soffre, il suo corpo è pesante, i suoi occhi sono stretti e sofferenti, lui è un uomo, ancora, e qui si vuole marcare proprio la sua condizione terrena. Nel secondo caso la tipologia è chiamata triunfans in cui c’è il trionfo del figlio di Dio sulla morte, egli risorge, i suoi occhi sono aperti, il corpo simmetrico, luminoso. Ovviamente la tipologia più amata dalla gente è quella del cristo dolente più vicina ad essi, più aperta ad una compartecipazione tra il divino ed il terreno.

A questa tipologia si accosta anche Cimabue, esponente del gotico fiorentino, nel suo crocifisso nella chiesa di S Domenico. Qui il cristo soffre, si lascia andare, si proietta in avanti con l’addome, è un movimento involontario dettato da un momento di sofferenza. L’artista vuole farci commuovere, il suo personaggio esprime, quindi trasmette, la sua struttura è tridimensionale, il suo corpo sembra volersi staccare dal fondo. Si ricerca un rapporto con il mondo reale, anche se sono presenti elementi bizantini( arte bizantina:conosciuta per la sua pittura lontana dalla realtà) come il ventre tripartito, gli occhi ad esse e il panneggio rosso e dorato.

Ma il Cimabue ha realizzato anche un altro dipinto che rappresenta un po’ il contrario del crocifisso (sintetico): “La crocifissione”:
 
il cristo è dipinto al centro di tutti i soggetti presenti biblicamente con lui in quel momento, e assume un ruolo importante: rappresentato nel suo ultimo momento di vita, proteso verso la madonna che reagisce istintivamente alzando le braccia definendo un parallelismo tra lei e suo figlio. La scena è dinamica e diventa un’umana espressione dei sentimenti. Il dipinto si trova nella Chiesa di San Francesco ad Assisi. Numerosissimi sono i crocifissi realizzati nella storia dell’arte, ma sono diventati anche ciondoli per le nostre collane in oro e non, e chissà, magari dopo aver letto questo articolo quando ne avrete uno al collo o se lo avete già rifletterete, o lo state già facendo adesso sul fatto che avete , avrete, un evento al collo, e sul fatto che le cose grandi, spesso, si nascondono, nelle piccole cose!!!!
Rossella Marino




permalink | inviato da redazioneexploratores il 30/5/2008 alle 19:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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